Donare è Vita
 La Fenice

Associazione Nazionale Trapiantati di Fegato Verona ONLUS 

Archivio Articoli

 INDICE
 

 

 

 

 


 

Saluto del Presidente

ai Soci dell’ Associazione e Visitatori

La nostra Associazione è costituita da persone che hanno in comune due cose:

abbiamo un vissuto di sofferenza e di malattia quasi analoga;
ABBIAMO RICEVUTO TUTTI GRATUITAMENTE UN GRANDE DONO.

Carissimi amici

da un po’ di tempo mi sta passando per la testa un pensiero ricorrente sicuramente dovuto al fatto che giornali, tv, internet e altri mezzi tecnologici ci tengono costantemente al corrente di qualsiasi fatto succeda in questo nostro affollato mondo: è la sensazione forte che non ci sia più molto “amore” tra gli uomini. Ogni giorno si inaugura una guerra da qualche parte, ogni giorno nasce una rivolta per futili motivi e ogni giorno la cronaca nera ci racconta di omicidi e ferimenti anche in seno alla famiglia, per non parlare degli innumerevoli matrimoni che si sfasciano di punto in bianco senza che i protagonisti sappiano bene perché.
Io ho avuto molta fortuna nella vita perché durante tutti gli anni vissuti con mio marito è stato l’amore il perno intorno a cui si è svolta ogni cosa. Adesso trovo incredibile che questo sentimento stia sparendo dalla storia!
Tutto questo preambolo mi serve per spiegare a tutti voi qual’è, secondo me, il mezzo e il fine della nostra Associazione: io credo che debba essere proprio l’amore, inteso nel senso più ampio del suo significato, a farci muovere tra di noi e tutti insieme verso gli altri. Amore, per me, significa affetto, comprensione, stima reciproca, senso di collaborazione e gratitudine. Se siamo convinti di questo risulterà molto facile partecipare all’Associazione e dare una mano.
Il Buon Dio, primo e unico Artefice della generosità dei Donatori, in stretta sinergia con il dottor Donataccio che è un po’ il “papà” di tutti noi, ci ha regalato un’altra meravigliosa opportunità di vita; dobbiamo esserGli grati sempre.
Infine desidero esprimere, anche a nome di tutti e con affetto sincero, un sentimento di gratitudine per Laura, la nostra carissima Presidente uscente che ha accudito l’Associazione come se fosse la sua famiglia: non si è risparmiata mai, ha sempre affrontato di petto i problemi e li ha risolti, è stata vicino a ciascuno di noi con partecipazione sincera.

Grazie Laura, non sarà facile fare il “presidente” dopo di te!

Un saluto affettuoso a tutti voi.

[Maria Luisa]

[ Torna su ]


 

Santo Natale 2014

Natale2014-2Ritrovarsi in occasione del Santo Natale è sempre una grande emozione: i sorrisi, le strette di mano, le parole e le preghiere rivolte all’unisono in una chiesa che ci ricorda l’apparizione della Vergine Maria … tutto concorre a creare un’atmosfera Natale2014-3unica. Quest’anno eravamo davvero una piccola folla e ciascuno di noi, sono certa, ha trovato il modo di ringraziare la Madonna e di chiederLe, con umiltà, la grazia di avere ancora tanto tempo per vivere serenamente in salute.

Dopo la Santa Messa ci siamo riuniti al ristorante per la consueta parte conviviale dei nostri incontri e anche quest’anno il pranzo è stato animato da una pesca di beneficienza quasi “miracolosa” condotta magistralmente da Giancarlo che, per questa volta, ha avuto per aiutante un “apprendista stregone” in piena regola, talmente sveglio ed efficiente da farci pensare che, in mancanza d’altro, potrebbe avere un grande futuro in quest’ambito!

Natale2014-19Alla fine della giornata il dottor Donataccio ha preso la parola ma non è stato solo per auguraci buon Natale: con voce emozionata ci ha reso partecipi della suaNatale2014-6 decisione di andare in pensione. Per tanti anni il “nostro” dottore ci ha curato , accompagnato e sostenuto con tenacia e pazienza, giorno e notte e, sebbene dispiaciuti per quanto sentito, siamo tutti ben consapevoli che mai come nel suo caso un po’ di riposo sia davvero meritato.

Grazie per tutto quello che ha fatto per Lorenzo, Laura, Maria, Alberto, Giuseppe, Antonio, Anna, Roberto…per tutte le mogli, i mariti, i figli che, a lungo e intensamente, hanno sofferto e gioito con i propri cari trapiantati. Grazie per essere stato sempre presente come amico oltre che come medico, per averci confortati oltre che curati. Grazie per il tempo che ci ha dedicato. Per questo ringraziamo di cuore anche Rossana, perché sappiamo che il tempo che il dottore ha donato a noi era spesso rubato a lei.

 

 

Natale2014-1A nome di tutti i trapiantati auguro al dottor Donataccio di godersi appieno il suoNatale2014-23 meritato riposo e di vivere la gioia di prendere tra le braccia il suo primo nipotino ogni volta che vorrà, senza fretta! Con la speranza che il “nostro” dottore non si dimentichi mai di noi, concludo con due massime del Dalai Lama che, mi pare, possono ben rappresentare la vita di tutti noi:

 

 

 

 

“Il sentirsi responsabili, coinvolti, impegnati, ci induce ad avvertire una profonda emozione, a sviluppare un grande coraggio”

[ XVI Dalai Lama ]

“Impegniamoci a riconoscere la preziosità di ogni singolo giorno”

[ XVI Dalai Lama ]

Virginia

[ Torna su ]


 

Piazza Bra Domenica ore 8:00

bra2014-12La città, alle otto di mattina di domenica 28 settembre, era straordinaria, sembrava ancora nel pieno del sonno, c’erano silenzio e pace, c’era una splendida luce, le case e le strade sembravano di porcellana. Gli unici passanti erano pochi uomini e donne con il loro cane al guinzaglio.
Poi si arrivava in Piazza Bra’ e, come per magia, tutto ha preso forma e movimento. Si muovevano come tante formiche laboriose tutte quelle persone che hanno dovuto, in poco tempo, montare tavoli, panche e ombrelloni per la XIV Festa del Volontariato.
Le Associazioni più disparate facevano bella mostra di volantini, labari e piccoli oggetti in vendita. Sotto gli ombrelloni, tutti uguali, si nascondevano coloratissime magliette, collane etniche, vasetti di marmellata, torte fatte in casa…E chi più ne ha più ne metta! bra2014-3
Noi dell’ANTFVR abbiamo avuto una posizione “strategica”, giusto all’ombra dei secolari e fotografatissimi cedri del Libano che occupano il cuore della piazza, tra la postazione del CSV e il furgone attrezzato a cucina da campo degli Alpini di Lugagnano.
Il tempo ci è stato amico per tutta la giornata, il sole caldo ha attirato uomini, donne e bambini, vestiti con abiti colorati a ricordarci che l’estate ancora non ha chiuso il suo ciclo
bra2014-4Siamo stati visitati da un discreto numero di persone che hanno dimostrato interesse per l’Associazione chiedendo notizie ed esponendo casi personali. Ci sono venuti a trovare anche amici trapiantati per fare “quattro chiacchiere” e darci un utilissimo sostegno.
Siamo stati particolarmente lieti di aver incontrato nuovi trapiantati, magari ancora con il vago ricordo della paura che precede l’intervento, ma con lo sguardo già pronto al sorriso della serenità.
Durante la mattinata la signora Leso, assessore ai servizi sociali del Comune Scaligero, ci ha onorato della sua visita, accettando di stare in mezzo a noi per qualche foto ricordo. Anche questa attenzione ci aiuta a portare avanti progetti e impegni con maggiore entusiasmo.
Credo di interpretare i sentimenti di tutti dicendo che è stata una giornata piacevole, costruttiva e dinamica: c’è stato dialogo, ci sono state idee nuove, si sono presi impegni e appuntamenti, il tutto in un clima disteso e cordiale.
Dobbiamo ringraziare di questo, i laboriosi amici del CSV, senza i quali non avremmo potuto avere una simile opportunità e con i quali ci auguriamo di percorrere ancora tanta strada.
Un cordiale saluto a tutti
Il direttivo dell’Associazione

[ Torna su ]


 

 

Una condivisa realtà 

Gentilissimi, sono a ringraziarvi della graditissima presenza alla              Festa_AIDO2014
nostra festa come segno forte di vicinanza alla nostra Associazione A.I.D.O. Siamo rimasti molto, molto soddisfatti dalla presenza di un buon numero di Labari intervenuti dalla lontana provincia. A parte il caldo, mi auguro per voi, sia stata una giornata gradita.

Colgo l’occasione per inviarvi la foto ricordo di gruppo della nostra Festa.

Un cordialissimo saluto.

Il Presidente.
Gianfranco Bettero.

[ Torna su ]


 

 

Destinazione Como

insert_sito03Per il 25 maggio, non era stato prenotato solo il pullman, il pranzo al ristorante e la gita in battello, ma anche il sole caldo al punto giusto, la brezza dolce e tiepida, il lago calmo e le strade senza traffico.

Il nostro autista Luigi, lo stesso che ci aveva accompagnato a Padova l’estate scorsa, è arrivato al parcheggio del casello di Verona Sud, in perfetto orario: Eravamo comunque già tutti lì ad aspettarlo ad eccezione di Annamaria e Maurizio, ritardatari patologici….ma, grazie al nostro buon cuore, li abbiamo raccolti ugualmente!

La meta, Como, è stata raggiunta in tre ore e, una volta lì, ci aspettava Mercedes, la nostra guida di origine argentina ma padrona di un italiano perfetto, per condurci, attraverso il centro storico, alla scoperta di una città veramente deliziosa, piccolina, raccolta ma ricca di palazzi e Chiese perfettamente restaurati e conservati. Il cuore della città si adagia alla fine del ramo occidentale del lago omonimo ed ha chiaramente la struttura dell’antico Castrum romano le cui vie principali prendevano il nome di “cardo” e “decumano” secondo l’orientamento nord-sud o est-ovest.insert_sito04

Il Duomo, imponente e spettacolare, ricorda quello di Orvieto essendo, ovviamente, della stessa epoca, così come, del resto, il Duomo di Milano. Purtroppo, la domenica mattina nelle Chiese si celebrano le Sante Messe per cui la nostra visita all’interno ha dovuto necessariamente essere velocissima.

insert_sito01Gli orologi camminano veloci e anche per noi è arrivato il tempo di recarci al ristorante. C’era un orario improrogabile da rispettare, la partenza del battello alle 15,20 per Bellagio, abbiamo dovuto quindi affrettarci con il pranzo. Il pranzo, in genere è una voce importante, nelle gite, il fatto che vada bene o male determina la riuscita o meno di tutto il viaggio: pare che nessuno si sia lamentato!

Il pomeriggio è stato dedicato alla navigazione sul lago. Ci siamo davvero goduti lo spettacolo dei numerosi, piccoli paesi abbarbicati sui monti che lambiscono lo specchio d’acqua sottostante. Fra un paese e l’altro, su entrambe le sponde, si affacciava qualche villa imponente con relativo, splendido giardino punteggiato da  alberi giganteschi in mezzo a prati di velluto. Il clima, in quei luoghi, deve essere quanto di più desiderabile la terra possa avere per mettere in mostra una natura così rigogliosa…giardini_Melzi

Siamo sbarcati a Bellagio con la testa piena di vento e gli occhi abbagliati da tanta luce. Purtroppo non ci è stato possibile visitare, come da programma, i giardini di Villa Melzi, abbiamo solo potuto vederli da lontano,

dal lago. Il tempo è stato tiranno ed è arrivato in fretta il momento di riprendere la via di casa. Ci aspettava una strada stretta e tortuosa che ha messo in luce tutta l’abilità di guidatore del nostro autista Luigi. Ma ce l’abbiamo fatta, alle dieci in punto eravamo a Verona, al punto di partenza dove, ciascuno di noi ha ripreso la via di casa, stanchi ma felici, così come, ogni bella avventura deve finire.

[ Torna su ]


 

 

Domenica delle palme.

13 Aprile 2014

chiesa S.LorenzoQuest’anno per l’incontro primaverile, ci siamo ritrovati a Soave nella Domenica delle palme. Ci siamo intravisti in chiesa. Una chiesa dall’interno imponente e maestoso che mi ha anche incuriosito.
E’ stata costruita ben sette secoli fa’, riedificata nel 1758 e ingrandita nel 1884.
Il tempio, dedicato al patrono di Soave, San Lorenzo martire. Ospita anche opere artistiche di pregio.
La celebrazione della messa e’ stata veramente suggestiva, con il nostro don Celestino che concelebrava, con i ragazzi del coro che accompagnavano i momenti della Liturgia. Bisogna spendere qualche parola di elogio per questi ragazzi cosi’ bravi,entusiasti: i musicisti ineccepibili preparati anche sotto l’aspetto tecnico. Complimenti al parroco e ai suoi collaboratori. E durante la cerimonia, gli sguardi si incrociavano per cercarsi reciprocamente.
Appena dopo la messa ci siamo incontrati in una sala per le comunicazioni sociali. palme04
Dopo il bilancio e le questioni tecniche, i saluti dei soci piu’ rappresentativi, ha preso la parola il dott. Donataccio. Ci ha comunicato con soddisfazione il completamento dello staff chirurgico, che si e’ presentato: il dott. Montin sorridente e partecipativo, e la solare dottoressa Violi, modesta quanto qualificata.

Mancava all’appello il nostro simpatico dott. Carraro, probabilmente lasciato in trincea a difendere le posizioni. In questo contesto si e’ parlato di rotazione delle cariche all’interno dell’associazione.

Laura ha auspicato qualche incontro tra i soli trapiantati, senza familiari: questo, per avere l’opportunita’ di scambiarsi informazioni, esperienze che possono essere utili e immediate.
E’ stato accolto un ospite, il dott. Masotto dell’ospedale Sacro Cuore di Negrar, in quanto si sta lavorando ad un progetto che ci coinvolge: e cioe’ la presenza di uno di noi su richiesta dei pazienti in attesa, o in ventilata ipotesi di trapianto, degenti in gastro a Negrar.
Il sottoscritto che frequenta l’ospedale di Negrar per seguire persone dell’Associazione ACAT, ha avuto modo di vivere questa esperienza su richiesta della dottoressa Ceschi e Masotto. Posso assicurare che questi apporti, per quanto discorsivi, danno molta serenità a coloro che li chiedono e ai loro familiari.

palme02Ci siamo recati poi al ristorante “Al gambero” accogliente e di buona qualità.
L’atmosfera certamente allegra e gioiosa, col dott. Matteo che passando per i tavoli ci ha salutato ad uno ad uno, proprio come figli nella domenica di Pasqua.

La Pasqua, giorno di resurrezione, e’ il nostro giorno. Penso che ognuno di noi in chiesa, abbia rivolto una volta di piu’, un pensiero e una preghiera alla persona che ci ha fatto rinascere. Come sicuramente sara’ stato rivolto a tutto lo staff che ci ha curato, e continua ad assisterci.

[ Torna su ]


 

 

Quasi il 90% dei trapiantati torna a una vita normale

Senza donazione non esiste trapianto, ma cosa vuol dire donare? Donare vuol dire regalare, dare spontaneamente e senza ricompensa qualcosa che ci appartiene. Quando perdiamo una persona amata è difficile, in un momento di sofferenza così profonda, pensare agli altri, pensare a qualcuno che è malato e che, se non avrà un nuovo organo, morirà sicuramente. Non dare l’assenso alla donazione degli organi di un proprio familiare, che non ha espresso la propria volontà in merito alla donazione, non comporta un prolungamento delle cure intensive, perché quando viene diagnosticata la morte ormai non c’è più nulla da fare e gli organi che non vengono donati saranno sprecati.

grafico«La qualità dei trapianti effettuati in Italia, così come la sopravvivenza dei pazienti e degli organi, è migliorata notevolmente negli ultimi anni, e anche nel 2011 l’esito dei trapianti italiani è paragonabile – o superiore – ai principali Paesi europei». A sottolinearlo è il ministero della Salute. Negli ultimi dieci anni sono stati effettuati in totale 18.583 trapianti: l?89,3% dei trapiantati di cuore, il 75,9% dei trapiantati di fegato e l?89,5% dei trapiantati di rene sono reinseriti nella vita sociale e hanno una buona qualità di vita, come emerso nel corso degli audit effettuati nei Centri trapianto italiani tra il 2001 e il 2011. Dunque il trapianto non solo salva la vita, ma permette anche un pieno reinserimento nella società. Questo traguardo è frutto di un’analisi puntuale promossa dall’Istituto Superiore di Sanità, che nel 2002 ha avviato un progetto di valutazione della qualità dell’assistenza sanitaria con l’obiettivo di migliorare lo stato di salute, innalzare il grado di soddisfazione dei cittadini e offrire strumenti di trasparenza. Il Centro nazionale trapianti è stato il primo ad aderire al progetto sottoponendo l’attività di trapianto alla valutazione.

[ Torna su ]


 

 

I Miracoli accadono !!

Domenica 17 Dicembre 2013

c’è stato il tradizionale incontro per festeggiare il Santo Natale, un appuntamento a cui io e mio marito Lorenzo teniamo in modo particolare. Questo è il quinto Natale che trascorriamo con gli amici trapiantati di fegato e con loro siamo ormai diventati una famiglia, una famiglia speciale in cui tutti, soprattutto a Natale, sentono il bisogno di  ritrovarsi, guardarsi negli occhi e ringraziare il Signore per la nuova vita avuta in dono.

Quest’anno Marialuisa, il nostro presidente, ha organizzato l’incontro a Peschiera del Garda, presso il Santuario della Madonna del Frassino.

Accompagnati da un tiepido sole che ha reso la giornata ancora più piacevole, sono pian piano arrivati tutti  i partecipanti e, tra i saluti e le strette di mano, siamo entrati nel Santuario per assistere alla Santa Messa.

Un Padre Francescano ci ha raccontato la storia di questo luogo sacro che è stato teatro di eventi miracolosi:

“L’11 Luglio 1510 un contadino di nome Bartolomeo Broglia, recatosi nel suo campo dopo che le truppe francesi si erano ritirate e accampate fuori dalle mura del paese, vide sbucare da un cespuglio una serpe. Spaventato, invocò la Vergine e, alzando gli occhi al cielo, vide tra i rami di un albero di frassino una piccola statua della Madonna con il Bambino in braccio avvolta da un alone di luce. Il contadino prese la statua, la portò a casa e, dopo averla mostrata alla sua famiglia, la chiuse in un baule. La voce del miracolo si diffuse nel paese e molti si recarono a casa di Bartolomeo per vedere la statua ma questa era sparita, tornando sull’albero di frassino dove era apparsa. Lo stesso accadde quando la statua fu portata in un luogo ancora più sicuro e protetto. Si decise allora di costruire una piccola cappella accanto all’albero che la statua aveva scelto come sua dimora, in modo che tutti potessero recarsi a venerare la Vergine. Quella piccola chiesa divenne un santuario nel 1518 e Papa Leone X concesse la costruzione del convento affinché religiosi dalla vita esemplare proteggessero l’immagine sacra che tanti miracoli aveva già fatto.”

I miracoli accadono e noi trapiantati ne siamo la prova.

Dopo la Santa Messa un ristorante adiacente al santuario ci ha accolti per un ottimo pranzo, rallegrato da Giancarlo e sua moglie che, grazie a numerosi oggetti raccolti per l’occasione, hanno organizzato una pesca.

Arrivati ai saluti ci siamo scambiati gli auguri di Natale con stretto nel cuore un pensiero speciale per il nostro donatore e un ringraziamento sincero per tutti coloro che ci sono stati vicini e ci hanno aiutato nei momenti difficili.

Primo fra tutti ringraziamo il dottor Donataccio che con la sua dedizione, competenza (e spesso pazienza!) ci assiste giorno dopo giorno; sua moglie Rossana, che riserva sempre un sorriso e una parola gentile per ognuno di noi; Cristina, che oggi purtroppo non è potuta venire; tutti gli infermieri; la nostra presidentessa e tutti coloro che hanno contribuito a far si che oggi tutto si svolgesse nei migliore dei modi.

BUON NATALE!

[Virginia]

[ Torna su ]


 

 

Il Nostro Natale 2013

natale2013-1Quest’anno, avendo voluto fare qualcosa di diverso, abbiamo pensato di incontrarci al Santuario della Madonna del Frassino, poco fuori Peschiera, anche per dare modo agli abitanti della provincia di Brescia, di raggiungere il luogo con maggior comodità. In realtà è altrettanto comodo arrivare da Verona oppure dal Mantovano.

Naturalmente, come per ogni nuovo progetto, c’è sempre una piccola percentuale di rischio, rischio che qualcuno non trovi la strada, rischio che la Chiesa sia  sovraffollata, rischio che il ristorante non sia all’altezza delle aspettative…Ebbene, grazie a Dio, non c’è stato alcun intoppo; l’unico che ha avuto qualche difficoltà con il navigatore (la tecnologia al servizio dell’uomo, talvolta fallisce!) è stato il dottor Donataccio che, tuttavia, è arrivato esattamente due minuti prima dell’inizio della Santa Messa.natale2013-3

Purtroppo quest’anno, non abbiamo avuto il piacere di assistere alla cerimonia, alla presenza di Padre Celestino che ha dovuto improvvisamente partire per il Mozambico, dove la sua mamma era stata ricoverata in ospedale per un problema di salute. Adesso si sta riprendendo e quindi il nostro caro sacerdote tornerà presto tra noi!

natale2013-2Il Santuario è una chiesa monumentale che fa parte della Diocesi di Verona. In questo splendido edificio si venera l’apparizione della Madonna con il Bambino Gesù, avvenuta miracolosamente l’11 maggio 1510, tra i frondosi rami di un frassino.

Per quelli di noi che non conoscevano il Santuario, occorre dirlo, è stata una rivelazione, sia per le numerose, pregevoli opere d’arte, sia, soprattutto, per la grande devozione dimostrata dai numerosissimi fedeli che assistevano alla Santa Messa. La Mamma di Gesù è costantemente presente in questo luogo di preghiera, noi tutti ne siamo stati consapevoli.

natale2013-25Dopo aver nutrito l’anima, ci siamo spostati di quattro passi, non di più, per pensare anche ai bisogni materiali. natale2013-41 Siamo stati accolti dal ristorante “al frassino” , dove abbiamo pranzato benissimo, abbondantemente e anche velocemente (la velocità è un requisito apprezzabile!). La cosa più divertente è arrivata quasi alla fine del pranzo, quando Giancarlo ed Egidia hanno

polarizzato l’attenzione, allestendo una ricca lotteria con numerosi premi e tante risate.

La giornata si è conclusa con lo scambio degli auguri per Natale e la promessa di nuovi, futuri incontri in serenità.

Ancora tanti auguri a tutti!

 

 

Il direttivo dell’Associazione

[ Torna su ]


 

Notiziario e Forum

Salve a tutti,

nella pagina delle pubblicazioni è stato inserito il Notiziario ultima edizione Dicembre 2013 con possibilità di scaricarlo e stamparlo o semplicemente leggerlo in rete.

Forum

Nella sottopagina del Forum sono stati inseriti dei video Tutorial per istruzioni all’accesso e uso del Forum

fatene uso è un mezzo di comunicazione moderno, importante e di grande coesione

per eventuali problematiche sul funzionamento non esitate a scrivere:            info@antfvr.org


 

“Di dono in dono”

“Donazione e trapianto d’organi: le nuove frontiere della comunicazione”

Di-Dono-in-Dono
In occasione dell’incontro “Donazione e trapianto d’organi: le nuove frontiere della comunicazione”  organizzato dalla FITOT(Fondazione per l’incremento dei trapianti di organi e di tessuti) in collaborazione con la Fondazione Pubblicità e Progresso è stata inaugurata presso il Polo Chirurgico Confortini la mostra“Di dono in dono” , un percorso storico che evidenzia alcune delle forme in cui si esprime l’importanza della comunicazione nel diffondere la cultura del dono.

A presidiare la mostra erano presenti i rappresentanti delle associazioni AIDO, ANTF-VR, ARTI, ACT  ?  per continuare l’opera di sensibilizzazione sul tema della donazione e del trapianto d’organi.

[ Torna su ]


 

Pellegrinaggio a Medjugorje

company in CroaziaAll’alba di giovedì 14 novembre 2013 con  un piccolo gruppo dell’ A.N-T.F. ha intrapreso il lungo viaggio in pulmino con destinazione Medjugorje.

Da un po’ di tempo come associazione pensavamo a questa meta per due motivi.

Era da un po’ di tempo che desideravamo fare tutti insieme questo pellegrinaggio, convinti che la nostra  associazione non può camminare lontana dalla fede, ma in parallelo con essa.  Il cuore pulsante, l’anima di questa associazione siamo noi trapiantati,  noi che abbiamo avuto la grande fortuna di ricevere gratuitamente l’organo da un donatore che ora ci permette di vivere.

Noi siamo certi che questo sia successo per il “sì” del donatore, della sua famiglia  e per volere di Dio.

E’ per questo che  noi trapiantati dobbiamo cercare di coltivare la nostra fede per rendere grazie a Dio di questo miracolo.

A Medjugorje abbiamo voluto mettere sotto la protezione di Maria  tutti i trapiantati, i medici con le loro famiglie, madonna-di-medjugorjegli infermieri pregando  perchè Lei possa avere per ognuno uno sguardo particolare e benevolo di mamma. Questo sguardo in quei luoghi lo abbiamo incontrato sia andando sul monte delle apparizione che nelle varie celebrazioni liturgiche.

Ed è stato uno sguardo materno colmo d’amore che ci ha donato tanta pace interiore. Venerdì mattina abbiamo assistito alla testimonianza di Viska, una delle sei veggenti, la quale ha ripetuto più volte che la Madonna ci invita a pregare col cuore ogni giorno il santo rosario.  Come una pianta che per vivere e crescere ha bisogno di essere innaffiata, così anche noi  per vivere e crescere spiritualmente abbiamo bisogno della preghiera.

Questo pellegrinaggio è stato aiutato da un tempo bellissimo, dalla poca gente che c’era, dalle poche distrazioni che il luogo offre, dalla devozione che abbiamo visto nei fedeli del luogo, dal bel clima di armonia che è nato tra noi.

Senz’altro ci siamo portati a casa la certezza che Qualcosa di particolare in questa terra c’è perchè si respira subito un’aria diversa, il tempo passa velocemente senza preoccupazioni. sera in Croazia

Non abbiamo condiviso  solo meditazione e preghiera, ma abbiamo mangiato molto bene ed abbiamo concluso il viaggio domenica con un pranzo a base di pesce vicino al castello di miramare  sul lungo mare di Trieste.

Tutto ciò rimarrà indelebile nel nostro cuore, è un altro pezzetto di strada fatto insieme tra di noi e con Maria.

Un abbraccio a tutti nell’attesa di rivederci più numerosi per il prossimo viaggio.

Con affetto

Laura Perazzani.

 

[ Torna su ]


 

 

Soave: Pomeriggio al Teatro

Goldoni-13Dopo alcuni mesi, ricevo l’invito dalla nostra Presidente, a partecipare a questo evento  presso il teatro della scuola materna di Soave che fa parte della grande famiglia dell’amministrazione comunale.

Personalmente e’ un po’ di tempo, dall’ultimo pranzo di pasqua che non rivedo i miei compagni d’avventura. Marialuisami ha un po’ rimproverato per questo, quasi fosse una mancanza  il non reincontrarsi, magari all’ospedale. Poi abbiamo convenuto che se ci si vede poco nel corridoio della nostra amica Francesca, e’ un buon segno.

E’ sempre emozionante ritrovarsi tra noi, ogni volta che ci si rivede sento un tuffo al cuore, torno alla consapevolezza completa del mio nuovo stato. E questo mi fa’ bene, perché’ qualche volta me ne dimentico un po’; per poco pero’. Perché’ la vita di noi tutti e’ cambiata con un benessere psico-fisico-sociale impagabile. Ogni giorno i miei pensieri me lo ricordano.

Goldoni-19Ho parlato con qualcuno, ho scambiato qualche impressione con gli attori, ma soprattutto, ho conosciuto un nuovo aspirante collega; un amico in attesa di trapianto. Marialuisa lo ha presentato a tutti, e tutti noi siamo stati contenti ed emozionati nel conoscerlo, di portargli le nostre testimonianze, di trasmettergli le nostre rassicurazioni, le nostre esperienze. Sembrava di rivivere momenti che tutti noi abbiamo vissuto. Il nostro nuovo amico, era impaurito e timoroso dalla sua situazione per tutto quello che si muoveva e si preparava per lui.

Alla fine si e’ accomiatato contento e sollevato, consapevole che questa parentesi di vita non sarà’ per lui un salto nel buio. Sara’ invece un’opportunità’ unica per riappropriarsi di quel ruolo, di quella vita che inesorabilmente e implacabilmente tutti noi eravamo rassegnati a perdere.Goldoni-43

L’evento che ci ha unito Sabato, e’ stata la recita di una “pièce” teatrale che prende spunto da opere del Goldoni, sapientemente pensata ed elaborata dalla regista Enrica Compri. La compagnia fa’ parte dell’associazione culturale “LA FOGLIA E IL VENTO“.

Una visione del mondo goldoniano piacevole, inusuale e stimolante. Dopo aver assistito a questa recita, vien subito voglia di Goldoni. (appena arrivato a casa, ho sbirciato nella mia cineteca, tra le vecchie cassette vhf se ci fosse qualcosa).

Infine, dopo aver scambiato qualche parola e qualche foto con gli attori, ci siamo riuniti attorno al tavolone del rinfresco, davvero ben fornito. E attorno al tavolo ci siamo scambiati  i saluti dandoci appuntamento per il 15 dicembre.

Un saluto ancora, ARRIVEDERCI

[Cesare]
 
[ Torna su ]
 

 

“SBARCO” ALL’OSPEDALE DI NEGRAR

Entrata_Sacro-cuoreForse non tutti sanno che, molti pazienti in attesa di trapianto, arrivano al Polo Chirurgico dell’ospedale di Borgo Trento, dopo aver fatto una lunga serie di esami preparatori, spesso con ricoveri, nel reparto di  gastroenterologia del “Sacro Cuore” di Negrar.

L’opinione positiva che gode questo nosocomio è nota a tutti, in provincia e fuori e noi dell’associazione siamo lusingati che bravissimi medici come il dottor Masotto, la dottoressa Boninsegna e il dottor Montanari, ci abbiano contattato per conoscerci e per darci l’opportunità di essere presenti nel loro reparto con una targa, con dei dépliant informativi, con avvisi in bacheca sulle nostre attività e i nostri progetti.

Tutto questo, naturalmente ha una finalità ben precisa: dare alle persone con problemi epatici, in cura all’ospedaleNegrar_Sacro-cuore di Negrar, la possibilità di avere testimonianza, da chi ha già subito un trapianto di fegato, sulla buona qualità di vita che li aspetta dopo il “grande passo”. Si tratta, in fin dei conti, di provare, in un modo diverso, a tenere sotto controllo la paura del’incognito attraverso l’incontro e il dialogo con chi ha già superato con successo un ostacolo tanto temuto.

Bisogna dare corpo alla speranza pensando al futuro con serenità e ottimismo, anche attraverso semplici gesti di cordialità, di comprensione, di ascolto. Questo è ciò che ci proponiamo, con umiltà, contando sull’aiuto di tutti.

[ Torna su ]


«Con il rene nuovo ho vinto tre Mondiali di pesistica»

festa-coneglianoAnche quest’anno l’Arti, l’Acti e l’Antf, associazioni rispettivamente dei trapiantati di rene, cuore e fegato, con Aido, Admor, Comune, Pro loco e alpini, hanno organizzato a Colognola un evento di eco nazionale, dedicato a quanti hanno ricevuto un organo nuovo.
Centinaia tra trapiantati, donatori di rene e midollo osseo, e famigliari si sono ritrovati nel capoluogo davanti al monumento dedicato al professor Piero Confortini, pioniere del trapianto di rene: con la signora Edda, vedova Confortini, e i famigliari del medico che ha aperto le frontiere della nefrologia, hanno detto il loro grazie alla scienza medica e poi, nella chiesa del capoluogo, a Dio, che ha permesso loro di vivere l’esperienza del dono e del trapianto.
Già, perché quando un organo non funziona più, subentra la malattia a minare la qualità di una vita che può tornare com’era prima solo attraverso un trapianto, realizzabile a fronte di un donatore, che se per rene e midollo può anche essere vivente, negli altri casi dipende dal sì pronunciato con generosità da una famiglia provata dalla perdita improvvisa di un congiunto.
Un dono grande che gli organizzatori hanno voluto sottolineare con la consegna di una rosa rossa alle famiglie dei donatori Nicola Bettero, Michele Benetti, Davide Bigon, Elena Marzari, Michele Da Campo, Simone Molinaroli, Antonella Piubello, Mara Confente, Simone Rancan, Matteo Bertolini e Gianni Soldà. Il fiore è stato dato anche a Franco, Stella, Antonio, Aurora, Michelangelo e Livio, tutti donatori di rene da vivente, e a Marco Viviani, presidente dell’Aido di Colognola, che ha donato il midollo. Fortissima la testimonianza di Marcello Merlo, trapiantato di rene da 16 anni e campione mondiale di sollevamento pesi, che, da Como, ha voluto presenziare alla festa. «Manifestazioni così sono importanti per dare speranza a chi è in attesa di trapianto e soprattutto a chi lo ha subito, per capire che dopo l’intervento si può tornare come prima, anzi si può fare meglio di prima». Per lui è stato così: «Prima di ammalarmi avevo vinto 5 campionati italiani di sollevamento pesi. Poi, entrando in dialisi, mi sono limitato a fare nuoto. Dopo il trapianto», ha raccontato Merlo, «è iniziata la sfida con me stesso: volevo tornare a fare tutto ciò che facevo prima, anche la pesistica, un’ulteriore sfida». «Così», prosegue, «con un rene nuovo, nel sollevamento pesi, ho vinto altri 6 campionati italiani, uno europeo e tre mondiali, mettendo a segno pure un record del mondo che è ancora mio con i 250 chili. Ho fatto anche le 1000 miglia in bici, pedalando ininterrottamente per sei giorni e tuttora mi tengo in forma con lo sport. La mia esperienza», ha precisato Marcello, «vuol far capire ai trapiantati che con un organo nuovo si può tornare a essere esattamente come prima». M.R.

[ Torna su ]

 


 

 

Giornata Minima della Donazione


giornata_minima1Un incontro per sensibilizzare sul tema della donazione degli organi, esaudendo quello che era stato il desiderio di Gina Mamertino, in memoria della quale è stata organizzata la giornata. Si è svolta ieri sera nella sala “G. Napolitano” del Comune di Lamezia Terme, la “Giornata Minima della Donazione” in memoria di Gina Mamertino, insegnante lametina, deceduta nel gennaio del 2011, dopo qualche anno dal trapianto di fegato al Centro Trapianti di Verona, diretto dal dott.Matteo Donataccio.

L’iniziativa, proposta dal centro studi “Anthurium”, dall’Ordine dei Minimi, e dall’Antfvr (Associazione Nazionale Trapiantati di Fegato di Verona), si colloca a conclusione dei festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola, culminati il 2 giugno con la solenne concelebrazione eucaristica e la processione per le vie cittadine.

Un incontro per sensibilizzare sul tema della donazione degli organi, esaudendo quello che era stato il desiderio di Gina Mamertino: lei, che formatasi all’ombra del carisma minimo di San Francesco di Paola, era fermamente convinta che la crescita morale della società è un dovere di tutti.

giornata_minima2Ad introdurre Francesco Ruberto, presidente del Centro Studi Anthurium, che ha moderato l’incontro. E’ stato proprio lui a voler ringraziare in maniera particolare il vice sindaco Francesco Cicione che “ci ha seguiti in tutto questo percorso ed è grazie a lui se oggi usufruiamo di questa sala importante”. Cicione, infatti, è molto vicino agli “ambienti minimi” essendosi formato anche lui alla scuola di San Francesco di PaolaCesare Mercuri ha portato i saluti del Centro Studi Anthurium, evidenziando come “donare i propri organi da un senso alla nostra vita terrena”.

Padre Antonio Bonacci, Correttore dei Padri Minimi di Lamezia, ha portato il saluto della parrocchia e di tutta la diocesi lametina, facendosi portavoce del vescovo mons. Luigi Cantafora, che non ha potuto partecipare all’evento per impegni già precedenti presi.

Nel corso dell’incontro sono giunti i saluti dell’on. Mario Magno, anche lui impossibilitato a partecipare, ma comunque soddisfatto dell’importante iniziativa.

Sebastiano Senese, presidente del gruppo intercomunale AIDO “Letizia Senese” ha portato all’attenzione dei presenti in sala la sua esperienza personale. Quando sua figlia Letizia è morta all’improvviso nel 2005 per un aneurisma, lui e la moglie, nonostante la disperazione, non hanno esitato un attimo nel donare i suoi organi. “Per quel sì – ha detto Senese, collega giornalista – tante vite si sono salvate. Non abbiate paura, dite sì alla donazione”.

A seguire è intervenuta Laura Perazzani, presidente dell’ ANTFVR, la quale ha subìto il trapianto del fegato nel 2007. “Cinque anni regalati – ha detto – il trapianto mi ha dato la possibilità di riprendere in mano la mia vita. Con l’associazione stiamo vicini ai trapiantati, condividiamo con loro un percorso comune. Gina era una di noi, quando veniva a Verona faceva di tutto per partecipare alla vita associativa”.


giornata_minima3Il sindaco Gianni Speranza nel manifestare il suo entusiasmo per l’iniziativa, ha elogiato la figura dell’insegnante elementare. “Può capitare – ha detto – di non ricordare qualche professore del liceo, ma è impossibile dimenticare la maestra delle scuole elementari. Lì c’è una formazione valoriale. La signora Gina ha certamente lasciato un segno nella vita dei suoi alunni, e non solo, visto che oggi siamo qui a vivere questo momento di promozione della donazione. Ed è bello che abbiate deciso di concludere i festeggiamenti di San Francesco con questa giornata minima”. Nel suo intervento il sindaco ha annunciato che nel mese di settembre (la data ancora è da stabilire) sarà data la cittadinanza onoraria al vescovo di Locri (presente all’incontro) mons. Giuseppe Fiorini Morosini.

Il dirigente scolastico e presidente onorario dell’UCIM di Lamezia (Associazione professionale cattolica di dirigenti, docenti e formatori) Felice Caruso ha parlato anche lui dell’ambiente scolastico “questa battaglia difficile contro la tv spazzatura si può vincere. Dobbiamo credere nei giovani, certo i risultati non si vedranno subito, ma bisogna lottare e non fermarsi”. Pellegrino Mancini, direttore Centro Regionale Trapianti – Calabria ha parlato della donazione e dei trapianti in Calabria. Con l’aiuto delle slide ha illustrato il mondo dei trapianti, spiegando ai presenti chi può donare gli organi, chi può riceverli. “Purtroppo ancora le percentuali delle opposizioni sono alte, anche se in confronto allo scorso anno sono diminuite. È importante fare la dichiarazione di volontà: con essa non ci auguriamo certo di morire, ma sicuramente velocizziamo i tempi, offriamo più opportunità di vita e non lasciamo ai nostri familiari il difficile compito di scegliere”.

Pietro Di Leo, Direttore U.O. Gastroenterologia Ospedale “Annunziata” di Cosenza, ha profilato le varie fasi del trapianto (il prima e il dopo), mettendo in evidenza la bassissima percentuale di donatori in Calabria: “il popolo calabrese, ci dicono che sia generoso, ma non dal punto di vista della donazione, in tal caso siamo degli individualisti.

Matteo Donataccio, responsabile del Centro Trapianti di Fegato dell’Azienda Ospedaliera Universitaria donataccio00Integrata di Verona si è occupato del tema “Le nuove frontiere della medicina: il trapianto di fegato”. E’ lui che ha eseguito il trapianto alla signora Gina Mamertino, ed i familiari (il marito Gaspare, i figliMimmo ed Angela) che hanno organizzato la giornata (assumendone anche le spese) hanno fortemente voluto che fosse presente anche lui in questa giornata. Donataccio ha esordito ringraziando Gaspare Famularo per avergli fatto conoscere la figura di San Francesco di Paola e poi è subito passato all’argomento del trapianto, illustrando con le slide quando deve essere eseguito un trapianto, come deve avvenire la selezione: “Il trapianto non si può fare a tutti (perché non ci sono abbastanza organi disponibili) per questo occorre un’accurata selezione, e si scelgono quei casi in cui si garantisca un’elevata sopravvivenza (stimata in almeno 5 anni)”. Scendendo poi sul piano tecnico ha illustrato le indicazioni e controindicazioni, ha parlato dell’attività di donazione, delle liste d’attesa, ha evidenziato come i centri trapianti siano diffusi principalmente al nord (ove è alto anche il numero di donatori). Ha quindi riferito di quelli che sono gli obiettivi futuri: sopravvivenza a lungo termine, qualità della vita, tolleranza, incremento dei donatori, xenotrapianti e cellule staminali. Ed ha concluso con una storica vignetta, diffusa nei suoi ambienti: “Non portate i vostri organi in Paradiso, qui non servono, in terra sì“.

Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo di Locri-Gerace, si è soffermato ampiamente sul tema “La donazione degli organi nel pensiero della Chiesa”. Nella sua relazione ha preso in considerazione un discorso del Beato Giovanni Paolo proprio sul tema della donazione: “il Papa – ha detto Morosini – ha evidenziato lo spirito cristiano che deve animare coloro i quali donano gli organi. Pone il tema nel contesto del primato dell’amore: dice che noi oggi siamo sfidati ad amare il nostro prossimo in modi nuovi, in termini evangelici ‘avendo amato i suoi che erano nel mondo li amò sino alla fine’ siamo sfidati ad amare sino alla fine, anche se entro certi limiti che non possono essere superati, limiti posti dalla stessa natura umana.

Queste sensibilità devono passare all’interno della trasmissione dei valori evangelici. Noi non possiamo solo riportare dei gesti di amore di eroismo, noi dobbiamo educare i ragazzi che si accostano ai valori cristiani attraverso la formazione catechistica anche a questi valori.

I donatori degli organi diventano gli educatori alla solidarietà e all’amore generoso.

Noi calabresi – ancora Morosini – dobbiamo alzare la voce per denunciare le inadempienze però dovremmo avere anche il coraggio di riconoscere i nostri limiti, in certe situazioni. Qui i trapianti li vogliamo, purchè siano gli altri a donare gli organi. Vogliamo essere serviti. Vogliamo le imprese nel territorio, ma non le creiamo. Tante volte manca da parte nostra quella capacità di rischiare in prima persona. Risorse ne abbiamo ricevute tante, anche nel passato. Penso e mi auguro che attraverso questa iniziativa riusciamo a capire che abbiamo la capacità di metterci in gioco. I trapianti sono una frontiera della medicina quindi dobbiamo aprirci alla donazione”.

Luigino Longo ha presentato il libro, “Na guccia d’acqua”, opera costituita interamente dal materiale raccolto negli anni dalla signora Gina: detti, proverbi, nenie che il figlio Mimmo ha meticolosamente raccolto nel libro. Questo libro sarà soltanto un piccolo contributo (na guccia d’acqua appunto) per coloro che vivono e vivranno insieme alle loro famiglie l’esperienza del trapianto. Il ricavato della vendita infatti sarà devoluto interamente all’Associazione Trapiantati di Fegato di Verona, con la quale, Gina, negli ultimi anni ha condiviso la propria vita.

La giornata minima della donazione si è conclusa con la consegna delle targhe ricordo.

[ Torna su ]

 


 

IN RICORDO DI GINA MAMERTINO

Domenica 3 giugno 2012 alle undici del mattino, si è celebrata nella Chiesa  di Lamezia Terme una Santa Messa per ricordare la carissima Gina Mamertino, donna di straordinaria carità, la cui vita fu contrassegnata, come spesso accade alle persone buone, da importanti problemi di salute per cui fu costretta a sottoporsi ad un trapianto di fegato. Tutti noi dell’associazione trapiantati la conoscevamo bene così come abbiamo conosciuto e ammirato incondizionatamente il marito Gaspare che, in qualsiasi occasione, la accompagnava circondandola di affetto e attenzioni. Proprio il caro Gaspare, rimasto solo poco più di un anno fa, decise, con i figli Mimmo e Angela di porsi un obbiettivo importante: la realizzazione di una “Giornata della Memoria” per la sua amata moglie Gina. E così il sogno di quest’uomo straordinario si è realizzato! Dopo la Santa Messa, nel tardo pomeriggio si è svolto un incontro importante cui hanno partecipato, oltre al dott. Matteo Donataccio, chirurgo trapiantologo che noi tutti conosciamo per la sua grande dedizione e umanità, anche illustri medici specialisti, chirurghi e gastroenterologi, che hanno portato al vasto pubblico presente nella sala delle conferenze del Municipio di Lamezia, la loro profonda esperienza in materia di trapianti.      Ci ha colpito particolarmente e commosso l’intervento del Maestro Sebastiano Senese, presidente dell’AIDO della Regione Calabria che ci ha raccontato della improvvisa perdita della giovane figlia Letizia e della conseguente sua decisione di attivarsi, dopo un comprensibile primo momento di incredulità e profondo dolore, per testimoniare al maggior numero possibile di persone l’importanza della donazione degli organi. Particolarmente interessane è stato l’intervento di S.E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini che ci ha illustrato il pensiero della Chiesa riguardo alle donazioni e ai trapianti. Alla fine, il fatto più importante: la presentazione del libro “na gùccia d’acqua” scritto da Gina in vernacolo lamentino e raccontato dal Maestro Luigino Longo, caro amico e collega della nostra cara Gina. La ricerca dei testi, la raccolta ordinata e la pubblicazione del libro sono stati curati con amore soprattutto da Mimmo, il figlio più grande di Gina. Per desiderio della famiglia il ricavato dalla vendita del libro andrà interamente all’Associazione Trapiantati di Fegato Verona. A Gaspare, Mimmo, Angela, Francesco, fratello di Gaspare e tutti i famigliari va il nostro affetto, la nostra stima, il nostro più sincero grazie per la generosità, la cordialità e l’amicizia dimostrateci dal nostro arrivo a Lamezia fino al momento della partenza. Sono state ore trascorse insieme cariche davvero di commozione, di emozioni forti e, perché no, anche di gioia nel renderci conto di quanto BENE abbia fatto in vita Gina Mamertino e di quanto ne stia facendo tuttora.

Un grande abbraccio a tutti loro nella certezza che resteranno sempre nei nostri cuori.

[Maria Luisa Visco]

[ Torna su ]