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 La Fenice

Associazione Nazionale Trapiantati di Fegato Verona ONLUS 

Gita a Padova

Gita a Padova

La giornata è cominciata, per noi, al parcheggio del casello di Verona sud dove, tutti gli amici che si erano prenotati, sono stati puntualissimi.

Luigi, l’autista, ci ha accompagnato per tutto il viaggio con pazienza e professionalità ma, a dire il vero, anche noi siamo stati bravi, sempre rispettosi degli orari e “diligenti”.

La prima tappa ci ha portato nella casa dei Comboniani dove, Padre Celestino, il nostro caro amico, ci aspettava per una breve visita all’edificio che lo ospita e per offrirci un buonissimo caffè con latte caldo e biscotti, una specie di “seconda colazione”.

Il tempo è trascorso a gran velocità, avevamo un Messa che ci aspettava alle undici nella Basilica del Santo quindi ci siamo dovuti affrettare per non arrivare in ritardo.

In realtà, scoccavano le undici quando siamo entrati in Chiesa per cui, niente posti a sedere, ma la celebrazione è stata talmente emozionante che abbiamo dimenticato la stanchezza. C’era un coro fantastico con voce solista all’altezza della Funzione solenne, c’erano tutte le candele accese che facevano da cornice ai Celebranti con una luce perfetta e c’era tanta, tanta gente! Bambini silenziosi, scout con gli zaini pesanti abbandonati sul pavimento, uomini e donne di tutte le età con la pelle chiara o scura, tutti raccolti in preghiera.

La Basilica del Santo è ancora oggi uno straordinario luogo di Fede. Il Santo in questione, lo sappiamo tutti, è quel Sant’Antonio da Padova che di Padova non è. Lui è nato in Portogallo, a Lisbona, poco prima del 1200, ha viaggiato molto in Francia e in Italia, ha conosciuto San Francesco ad Assisi e da lì si è trasferito a Padova, dove è morto a soli 36 anni dopo una vita di preghiera e predicazioni.

Lasciata la città, con il pullman, siamo arrivati a Montegrotto terme per il pranzo. I gestori del ristorante hanno riservato una stanza tutta per noi e ci hanno “nutrito” con cibo piacevole e abbondante. Al momento di abbandonare la tavola eravamo tutti più “pesanti” e più felici.

A rimetterci in sesto ci ha pensato l’ultima tappa del nostro breve viaggio: l’Abbazia di Praglia, meta doverosa per chiudere in serenità una domenica diversa. E’ un luogo questo, che invita chiunque lo visiti, alla meditazione e al silenzio. Noi siamo stati accompagnati da un Monaco che ci ha trasmesso non solo notizie sull’Abbazia ma anche la calma e la serenità che solo le persone con la pace “dentro” possono avere.

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