Donare è Vita
 La Fenice

Associazione Nazionale Trapiantati di Fegato Verona ONLUS 

Natale 2013

Domenica 17 Dicembre 2013

c’è stato il tradizionale incontro per festeggiare il Santo Natale, un appuntamento a cui io e mio marito Lorenzo teniamo in modo particolare. Questo è il quinto Natale che trascorriamo con gli amici trapiantati di fegato e con loro siamo ormai diventati una famiglia, una famiglia speciale in cui tutti, soprattutto a Natale, sentono il bisogno di  ritrovarsi, guardarsi negli occhi e ringraziare il Signore per la nuova vita avuta in dono.

Quest’anno Marialuisa, il nostro presidente, ha organizzato l’incontro a Peschiera del Garda, presso il Santuario della Madonna del Frassino.

Accompagnati da un tiepido sole che ha reso la giornata ancora più piacevole, sono pian piano arrivati tutti  i partecipanti e, tra i saluti e le strette di mano, siamo entrati nel Santuario per assistere alla Santa Messa.

Un Padre Francescano ci ha raccontato la storia di questo luogo sacro che è stato teatro di eventi miracolosi:

“L’11 Luglio 1510 un contadino di nome Bartolomeo Broglia, recatosi nel suo campo dopo che le truppe francesi si erano ritirate e accampate fuori dalle mura del paese, vide sbucare da un cespuglio una serpe. Spaventato, invocò la Vergine e, alzando gli occhi al cielo, vide tra i rami di un albero di frassino una piccola statua della Madonna con il Bambino in braccio avvolta da un alone di luce. Il contadino prese la statua, la portò a casa e, dopo averla mostrata alla sua famiglia, la chiuse in un baule. La voce del miracolo si diffuse nel paese e molti si recarono a casa di Bartolomeo per vedere la statua ma questa era sparita, tornando sull’albero di frassino dove era apparsa. Lo stesso accadde quando la statua fu portata in un luogo ancora più sicuro e protetto. Si decise allora di costruire una piccola cappella accanto all’albero che la statua aveva scelto come sua dimora, in modo che tutti potessero recarsi a venerare la Vergine. Quella piccola chiesa divenne un santuario nel 1518 e Papa Leone X concesse la costruzione del convento affinché religiosi dalla vita esemplare proteggessero l’immagine sacra che tanti miracoli aveva già fatto.”

I miracoli accadono e noi trapiantati ne siamo la prova.

Dopo la Santa Messa un ristorante adiacente al santuario ci ha accolti per un ottimo pranzo, rallegrato da Giancarlo e sua moglie che, grazie a numerosi oggetti raccolti per l’occasione, hanno organizzato una pesca.

Arrivati ai saluti ci siamo scambiati gli auguri di Natale con stretto nel cuore un pensiero speciale per il nostro donatore e un ringraziamento sincero per tutti coloro che ci sono stati vicini e ci hanno aiutato nei momenti difficili.

Primo fra tutti ringraziamo il dottor Donataccio che con la sua dedizione, competenza (e spesso pazienza!) ci assiste giorno dopo giorno; sua moglie Rossana, che riserva sempre un sorriso e una parola gentile per ognuno di noi; Cristina, che oggi purtroppo non è potuta venire; tutti gli infermieri; la nostra presidentessa e tutti coloro che hanno contribuito a far si che oggi tutto si svolgesse nei migliore dei modi.

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